Strumento gratuito
Iscriversi non costa niente e non chiede la carta.
È il programma con cui le aziende raccolgono le candidature. Prima che una persona apra il tuo CV, il programma prova a leggerlo per estrarne contatti, esperienze e date. Se non ci riesce — perché il PDF è una scansione, perché il testo sta dentro una tabella a due colonne, perché i font non sono incorporati — la candidatura entra comunque, ma vuota. Nessuno ti avvisa, e il silenzio che segue somiglia in tutto a un rifiuto.
No. Il file viene letto in memoria per estrarne il testo, i controlli girano su quel testo, e finisce lì: non lo scriviamo su disco, non lo mandiamo a nessun modello e non chiediamo la tua email per darti il risultato.
Spesso sì, e non per il gusto. Un lettore automatico legge la pagina da sinistra a destra: con due colonne affiancate mescola una colonna con l’altra, e il risultato è un CV che parla di «Java 2019 Milano Laurea». Una colonna sola, dall’alto in basso, senza tabelle e senza caselle di testo, è meno elegante e viene letta molto meglio.
Sopra 85 il documento si legge senza fatica. Sotto 60 c’è almeno una cosa che impedisce a chi lo riceve di capire chi sei. Il numero però conta meno dell’elenco: ogni controllo dice cosa abbiamo visto, perché conta e cosa cambiare, e le tre cose insieme valgono più di un voto.
Il CV giusto cambia da annuncio ad annuncio.
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